Bikenomist interviene a Eurobike TRAVEL TALK

Il 3 settembre sono stata invitata come keynote speaker durante la conferenza digitale TRAVEL TALK di Eurobike, la più prestigiosa fiera della bicicletta al mondo.  

eurobike

Eurobike TRAVEL TALK collega e fa dialogare l’industria del turismo e l’industria della bicicletta: l’interconnessione dei diversi ambiti è infatti una delle chiavi per fare da cassa di risonanza agli argomenti trattati. Quest’anno città, regioni e digital sono stati al centro della discussione che è partita da una semplice constatazione: il COVID-19 ha portato grandi trasformazioni nei settori chiave del turismo. In un momento in cui la lotta dell’intero comparto si faceva terribile per contrastare la pandemia e i suoi effetti, la bicicletta si è dimostrata un mezzo di trasporto resistente e sicuro. Si è avviata una nuova mobilità che ha trasformato le città. Trasformerà anche il turismo? 

La domanda a cui rispondere è proprio come si possa integrare la nuova mobilità nella programmazione del cicloturismo urbano.  Durante la conferenza, i professionisti intervenuti da tutta Europa hanno discusso le conseguenze per il cicloturismo. La prima evidenza è che ora più che mai è fondamentale concentrarsi sulla collaborazione tra città e regioni per imparare dalle diverse esperienze e creare le corrette sinergie

A me è stato chiesto di raccontare il mercato del turismo in Italia.

La mia tesi è stata che paradossalmente e con tutte le cautele del caso, città come Venezia, Roma e Firenze stanno cominciando a vedere la crisi come un’opportunità per mettere un freno al turismo eccessivo, fuori controllo ormai da troppo tempo. La crisi sta creando le premesse per realizzare viaggi più sostenibili sia nelle città che nelle regioni turistiche. In questo momento storico, in Italia, sono aumentate a dismisura le conversazioni su come rendere il turismo un vantaggio reale per lo spazio urbano e per i suoi abitanti. 

Per raggiungere l’equilibrio tra esigenze turistiche ed esigenze locali mi sono concentrata su due soluzioni: 

1-  il turismo di prossimità, ovvero la valorizzazione delle cosiddette destinazioni secondarie;

2- il turismo lento, ovvero un modo diverso e rispettoso di visitare i luoghi.

Il turismo può essere ricostruito su una base più sostenibile e la bicicletta può essere il fulcro di questa rivoluzione. I cicloturisti portano molti benefici positivi alle economie locali: visitano le aree meno frequentate dai turisti tradizionali e spendono i loro soldi nelle attività commerciali locali. Allo stesso tempo, i residenti, oltre a beneficiare di una fruizione più rispettosa del loro luogo di residenza e lavoro, si ritrovano con infrastrutture nuove, piste ciclabili, rete di trasporti di interconnessione regionale e servizi che possono utilizzare nella loro vita quotidiana. 

La sfida quindi è aperta, valorizzare le città e le destinazioni attraverso la bicicletta e le nuove abitudini.

Pinar Pinzuti

Cycling Brainwasher, Bikenomist

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