Bike Sharing City – buona la prima

Gli ultimi 12 mesi sono stati un marasma in cui veramente si è capito poco o nulla sul tema del bike sharing.

Aziende che promettevano sistemi di bike sharing alle città a titolo gratuito, all’improvviso sono scomparse dal mercato accusando il mercato di non essere pronto.

In questa situazione paradossale abbiamo visto i giornali speculare sulla cosa dando fondo all’antica pratica dell’autoflagellazione in cui noi Italiani sappiamo eccellere.

Per capire qualcosa in più rispetto a questa situazione abbiamo voluto realizzare un evento per fare il punto sulla situazione, capire cosa fosse successo nel corso degli ultimi 12 mesi e capire cosa accadrà in futuro.

Al convegno che abbiamo chiamato Bike Sharing City sono intervenuti gli assessori alla mobilità di Milano, Bologna e Rimini per presentare la propria situazione cittadina e realtà molto diverse tra loro.

Milano è stata la prima città italiana a implementare un sistema di bike sharing su larga scala nel 2008 con Clear Channel (BikeMi) e a lanciare una manifestazione di interesse nel 2017 per i sistemi di free flow che ha portato al dislocamento di 12000 biciclette su tutto il territorio comunale.

Bologna è la città che, in assoluta controtendenza rispetto alle altre, nel 2017 ha deciso di lanciare un bando pubblico per il bike sharing con risultati oggi particolarmente positivi.

Rimini è una città capace di decuplicare la propria popolazione dall’inverno all’estate e che, di conseguenza, ha bisogno di particolari accortezze nella gestione della mobilità.

Tra le aziende che hanno risposto al nostro appello ci sono Clear Channel, Nextbike, Bicincittà, Bitride e Moovas Tribe. In un momento tanto delicato, gli operatori asiatici hanno deciso di non partecipare e di non prendere posizione.

Per approfondire, potete fare riferimento a questo articolo su Bikeitalia.it.

Oppure potete visionare tutti gli atti del convegno a questo link: clic

Per noi Bike Sharing City è stata un’ottima occasione per conoscere maggiormente da vicino il fenomeno del bike sharing e per favorire una maggiore consapevolezza su uno strumento di mobilità che se opportunamente governato potrà modificare la forma delle nostre città.